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Bene espropriato dal Comune per pubblica utilità rimane inutilizzato: il terzo può usucapirlo

Bene espropriato dal Comune per pubblica utilità rimane inutilizzato

Non viene in alcun modo impedita l’usucapione del bene espropriato da soggetto diverso dall’ex proprietarioqualora alla dichiarazione di pubblica utilità non segua il concreto utilizzo o la realizzazione delle opere necessarie da parte dell’ente espropriante. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza n. 20442/2017, depositata questa settimana, accogliendo il ricorso di un privato che rivendicava l’avvenuta proprietà per usucapione di un fondo e di un piccolo fabbricato inserito in un parco ubicato all’interno del territorio del Comune di Roma.
Particolarmente rilevante ai fini della decisione è il fatto che la dichiarazione di una zona comunale a vincolo paesistico o archeologico (elemento presente nel caso di specie) non si configura sufficiente a far ritenere di interesse archeologico qualsiasi bene ricadente all’interno dell’area.
Il fatto che l’area in questione sia dichiarata zona N del Comune, cioè destinata a verde pubblico, non fa rientrare automaticamente il fondo nel patrimonio indisponibile dell’Ente locale. L’indisponibilità di un bene risulta infatti legata alla sua necessaria funzionalità pubblica. E se non viene utilizzato per lo svolgimento di alcun servizio pubblico il requisito dell’indisponibilità viene meno.

>> CONSULTA L’ORDINANZA DELLA CASSAZIONE 28 AGOSTO 2017, n. 20442.

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