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È Basiglio il comune più ricco dello Stivale

E’ Basiglio, alle porte di Milano, il Comune più ricco d’Italia. Nel corso del 2008 (ultimo anno d’imposta disponibile), il reddito medio generato dai suoi cittadini ha stracciato quello di tutti gli altri centri urbani della Penisola guadagnandosi la vetta della classifica redatta dalla Fondazione Cittalia-Anci Ricerche. Ebbene, il reddito imponibile medio dei residenti di Basiglio ha superato nel 2008 i 54 mila euro distaccando di quasi 15 mila euro il secondo comune più ricco d’Italia, Cusago, in provincia di Milano dove il reddito medio dichiarato dai suoi residenti si è fermato a 41.726 euro. Mille euro in più rispetto al terzo classificato, Pino Torinese. Tutti arroccati tra Lombardia e Piemonte anche gli altri comuni che completano le prime dieci posizioni, mentre per imbattersi nel primo comune del Sud bisogna scendere fino al 51esimo posto conquistato da Sant’Agata li Battiati, in Sicilia. La fotografia scattata dall’Anci ha messo in luce, inoltre, alcuni aspetti significativi della distribuzione del reddito all’interno della Penisola. Basti pensare che il reddito imponibile complessivo della città di Roma è molto vicino a quello generato dall’intera Toscana: 44,3 miliardi a Roma e 48,1 della Toscana. Non solo. Ci sarebbero più contribuenti a Milano che nell’intera Calabria, mentre il Paese più povero del Paese, contrariamente alle aspettative, si è dimostrato sorgere in provincia di Como. Si tratta di Val Rezzo, dove la media dei redditi dichiarati nel 2008 dai suoi cittadini si è fermata ad appena 11.079 euro, 800 euro meno di Mazzarrone, in provincia di Catania, e 1.000 in meno di Maniace che con 12.227 euro ha conquistato il terzultimo piazzamento nella classifica italiana. E cosa dire, invece, della componente produttiva dei comuni italiani? Lo scorso anno Porto Tolle in Veneto ha fatto segnare il maggior numero di imprese attive nel settore della pesca (1.456), mentre Roma si è guadagnata il primato di comune con il maggior numero di imprese attive nel settore dell’agricoltura e dei servizi (4.996). Non solo. A dispetto delle apparenze, il numero di imprese manifatturiere registrate nella capitale ha superato quelle di Milano attestandosi a 19.196 contro le 18.610 del capoluogo lombardo. Buone notizie in arrivo anche dall’Abruzzo dove le rilevazioni dell’Anci hanno messo in luce un notevole fermento imprenditoriale. Nel comune dell’Aquila, nel 2009, sono cessate 312 imprese nel 2009 (-6%), ma ne sono nate nello stesso periodo 636, di cui un quarto circa nel solo settore delle costruzioni. Il triste primato del più alto tasso di cessazioni in Italia (100%) è andato invece al comune di Menarola in Lombardia, frutto tuttavia del basso numero di imprese attive nel comune: erano 2 al 1° gennaio 2009, entrambe cessate nel corso dell’anno. Infine, nonostante la crisi, 167 comuni nel 2009 non hanno registrato cessazioni.

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