Questo articolo è stato letto 0 volte

Aumento ex post ai consiglieri già in pensione

Dire che i politici pensino solo ai propri affari non è corretto. Almeno in Puglia, dove i consiglieri regionali si danno molto da fare anche per tutelare chi li ha preceduti tra i banchi di via Capruzzi. E’ in questo spirito, all’insegna del rispetto per gli anziani, che va letta la determina dirigenziale con la quale lo scorso 22 marzo è stato applicato l’aumento dei vitalizi varato nel 2003 anche per i consiglieri che sono andati in pensione prima della riforma. Una decisione assunta a sette giorni dal voto delle scorse regionali, che pesa per ben 268mila euro all’anno sulle casse del consiglio regionale. Che già spende qualcosa come 10 milioni di euro all’anno per garantire una pensione d’oro a 102 ex consiglieri e 50 pensioni di reversibilità ad altrettante vedove dei notabili pugliesi. L’aumento lordo in busta paga per 13 consiglieri regionali che hanno abbandonato via Capruzzi prima della settima legislatura (2000) è di 1.231 euro. Il triplo della pensione minima attualmente erogata dall’Inps. E stiamo parlando del solo aumento. Il vitalizio dei politici in pensione passa dagli attuali 8.840 euro lordi a 10.070. Così mentre i parlamentari italiani ad agosto riceveranno un taglio in busta paga di mille euro, i grandi vecchi della politica pugliese vedranno addirittura crescere la loro pensione. A beneficiare di questo generoso aumento sono molti volti noti della prima repubblica: gli ex presidenti della giunta Michele Bellomo, Giuseppe Martellotta e Cosimo Convertino. Ma tra i tredici beneficiari c’è anche Giorgio Bertone, marito della senatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone. Gli altri pensionati d’oro portano il nome di Mario Annese, Pasquale Calvari, Pasquale Ciuffreda, Luigi Festinante, Roberto Paolucci, Benito Piccigallo, Angelo Rossi, Marcello Strazieri e Giuseppe Zingrillo. Tutti accomunati da aver raggiunto il vitalizio massimo dopo 15 anni e tre legislatura di onorato servizio in via Capruzzi. Ma in questo lungo elenco c’è anche un’altra sorpresa. Ad aumentare, infatti, non sono stati solo i vitalizi ma anche le pensioni di reversibilità attualmente percepite dalle mogli degli ex consiglieri regionali defunti. Tra loro c’è anche la prima first lady della Puglia: Maria Antonietta Di Nisio, vedova di Gennaro Trisororio Liuzzi che nel 1970 fu il primo presidente della giunta regionale pugliese. Per loro l’aumento è stato di 800 euro lorde. La reversibilità prima valeva 5.747 euro, oggi arriva a 6.546. Tutto merito del-l’adeguamento degli emolumenti percepiti dai consiglieri regionali pugliesi a quelli dei loro colleghi parlamentari. L’aumento di stipendio, vitalizio e liquidazione di fine mandato fu deciso nel 2003 dalla cosiddetta legge De Cristofaro (dal nome dall’allora presidente del consiglio) che, però, non aveva pensato anche ad estendere i benefici a chi aveva lasciato il consiglio regionale prima che arrivasse questa manna dal cielo. Ci ha pensato l’ultimo consiglio regionale della passata legislatura. Ad autorizzare questa nuova ingente spesa per le casse del consiglio è stato un emendamento presentato, tra mille altri, alla legge che prendeva il nome di Omnibus Trasporti. Un calderone di decine di articoli in tema di viabilità, approvato lo scorso marzo. All’interno di questa sorta di “decreto mille proroghe” in salsa pugliese è stata sancita la parificazione immediata delle pensioni tra i vecchi consiglieri e quelli appena andati in pensione allo scoccare dei 60 anni. Uno scherzo da quasi 300mila euro in più all’anno. Anche in virtù di questo aumento, a settembre, alla ripresa delle attività, il presidente del consiglio Onofrio Introna tornerà alla carica per chiedere più risorse per lo stipendificio di via Capruzzi. All’aume-nto per i grandi vecchi si è sommato il fresco prepensionamento di alcuni pezzi da novanta della recente storia politica della Puglia: Sandro Frisullo, ad esempio, oltre a usufruire dell’anticipo del vitalizio a partire dallo scoccare del suo 55esimo compleanno, percepirà una liquidazione di oltre 300mila euro.

Continua a leggere su: Repubblica, Bari

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>