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Aumenti «integrativi» solo nel rispetto del patto

E’ sempre alta l’attenzione sull’articolo 15, comma 5, del contratto collettivo del 1999 che permette di incrementare il fondo delle risorse decentrate degli enti locali e che continua a essere oggetto di particolari analisi da parte della Corte dei conti. Mentre da una parte le linee guida sui questionari relativi al consuntivo del 2009 introducono un’apposita sezione di monitoraggio, i giudici contabili della Lombardia ritornano sulla possibilità di tale incremento in caso di mancato rispetto del patto di stabilità. La sanzione, che è stata estesa anche al caso del mancato rispetto delle limitazioni in materia di personale, prevede il divieto di assunzione a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale e il divieto di stipulare contratti di servizio in elusione della norma. Il blocco, che letteralmente si riferisce solo all’approvvigionamento di risorse umane, è stato di fatto esteso dalla magistratura contabile a tutti i casi e le azioni che potrebbero portare una maggiore spesa per l’ente locale. È quindi inevitabile che anche le voci di alimentazione del fondo del salario accessorio diventino elemento prioritario per il contenimento. E se questo era da sempre è stato evidenziato dalle sezioni regionali della Corte dei conti, oggi è anche previsto nell’articolo 40 del decreto legislativo n. 165/2001 così come modificato dalla riforma Brunetta. Gli enti locali possono quindi destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa solo nel rispetto del patto e nei limiti fissati per la spesa di personale. Sull’argomento ci sono già state le preziose indicazioni dei giudici contabili del Veneto i quali, nel parere 38/2010, hanno richiesto la verifica delle due condizioni sopra richiamate sia sull’anno precedente ma anche sull’anno in corso. Per poter incrementare il fondo nel 2010 è quindi necessario aver rispettato non solo le regole del patto e delle spese nel 2009, ma anche in questo esercizio. La parte variabile del fondo, che ogni anno riparte da zero, sarà quindi oggetto di incremento solamente negli enti virtuosi. E di tutti tali aumenti l’articolo 15,comma 5, costituisce la disposizione più singolare e complessa e al tempo stesso più utilizzata in sede di contratto decentrato, a volte per fini di pareggio, o per reali situazioni correlate ai nuovi servizi o attività di riorganizzazione. La deliberazione n. 596/2010 della Corte dei conti della Lombardia toglie ogni dubbio a proposito. L’articolo 15,comma 5, è sicuramente ricompreso tra gli aumenti che subiscono un blocco in caso di mancato rispetto del patto di stabilità e dei limiti sul contenimento delle spese di personale. Il parere è inoltre particolarmente interessante in quanto fornisce schematicamente, ma in maniera esaustiva, i principi per il corretto incremento del fondo con riferimento all’istituto in oggetto. Non è forse un caso che anche i questionari sul rendiconto dell’anno 2009 insistano rispetto al passato sull’articolo 15, comma 5. Infatti, oltre a indicare le somme che hanno costituito la parte stabile e variabile del fondo, l’organo di revisione dovrà questa volta indicare anche l’elenco dei nuovi servizi o delle attività di riorganizzazione e di razionalizzazione poste in essere a giustificazione del-l’incremento. Non si potrà quindi mai trattare di una voce automatica per alimentare il fondo, anche da parte di quegli enti virtuosi in regola con i saldi finanziari e con la riduzione delle spese di personale. Così il testo unico La contrattazione collettiva – determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali. Le materie escluse – organizzazione degli uffici, materie oggetto di partecipazione sindacale, materie afferenti alle prerogative dirigenziali, conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali L’eccezione «disciplinare» – nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge. L’integrativo – le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, anche nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione.

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