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Aumenti agli insegnanti, servono altri 300 milioni

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Confermati gli scatti d’anzianità nella scuola fino a tutto il 2013. Per il 2014 il recupero degli scatti dei circa 50-60mila professori e Ata che dovrebbero passare di “gradone” è confermato, ma resta da sciogliere il nodo delle risorse che andranno a finanziare l’aumento in busta paga. Si tratta di circa 300 milioni di euro che il «Governo deve recuperare in fretta», ha sottolineato Massimo Di Menna della Uil Scuola, che ha giudicato comunque «positiva» la conferma degli scatti per docenti e Ata contenuta nella manovra di finanza pubblica che oggi pomeriggio arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Da risolvere resta dunque il nodo delle risorse visto che la norma contenuta nell’attuale manovra “proroga” solo il meccanismo per il recupero degli scatti previsto dalla manovra di Tremonti della scorsa estate, che aveva permesso a insegnanti e Ata di far salve le buste paga a fronte di un blocco degli aumenti retributivi fino al 2013 per l’intera orbita pubblica. Una “deroga” ad hoc per la scuola resa possibile “grazie” ai risparmi maturati da viale Trastevere per via dei tagli agli organici inaugurati nel 2009, che in tre anni hanno cancellato 125mila posti e fatto risparmiare oltre 8 miliardi di euro (di cui 3,2 solo nel 2012). Parte di queste economie, il 30%, sono state dirottate per il recupero degli scatti. Ma solo fino al 2013. E non quindi anche nel 2014, con la conseguenza che chi passerà di gradone fino al 31 dicembre 2014 avrà il recupero dello scatto garantito, ma per ora non finanziato. Una partita non di poco conto, visto che il mancato ripristino dello scatto farebbe rischiare un taglio (lordo) in busta paga fino a 3mila euro e ripercussioni negative pure sulla pensione: «Fino a 150 euro al mese», ha sottolineato Rino Di Meglio della Gilda. La bozza di manovra conferma invece il blocco del rinnovo del contratto che slitta di un anno, al 31 dicembre 2014. Per gli organici docenti e Ata poi non ci saranno nuovi tagli, come confermato martedì dallo stesso ministro Mariastella Gelmini. Ma «ce ne saranno per presidi e direttori dei servizi generali e amministrativi (i Dsga)», attacca Giorgio Rembado dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, per via dell’accorpamento di circa 2mila scuole, quelle più piccole, che verranno riunite e avranno quindi un solo dirigente. «Sarebbe grave ora che venissero ridotti i 2.386 posti da preside messi a concorso», ha rilanciato Rembado che ha sollecitato viale Trastevere a bandire al più presto il bando, che, ricorda, «doveva uscire i primi di giugno». Nel provvedimento rispuntano poi le norme sul sostegno: non ci sarà nessun taglio ai finanziamenti per la disabilità e viene confermato il rapporto di un docente ogni due studenti disabili. Tuttavia in caso di bisogno è concessa una deroga, come richiesto pure dalla Corte costituzionale. In più, ci sarà maggior rigore nella certificazione della disabilità da parte delle Asl. La novità contenuta nella manovra è che verrà inserito (a titolo gratuito) un membro dell’Inps nelle commissioni per la certificazione. Per garantire poi continuità didattica, le scuole dell’infanzia, primarie e medie dovranno aggregarsi in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni autonome costituite separatamente da direzione didattiche e scuole medie. In arrivo infine un piano straordinario di reclutamento per Invalsi e Ansas da concludersi entro il 31 agosto 2012. Obiettivo? «Potenziare il sistema nazionale di valutazione», è scritto nella bozza di manovra. Le assunzioni presso l’Ansas avranno decorrenza 1° settembre 2012, data in cui il personale in comando presso l’Ansas rientrerà in servizio nelle istituzioni scolastiche. Da quella data l’Ansas sarà soppresso e verrà ripristinato l’Indire, come ente autonomo di ricerca.

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