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Associazioni, bene norme su legname ma 2013 lontano

Le nuove regole Ue che bloccano il commercio di legname e derivati di provenienza illegale sul mercato interno rappresentano un “chiaro segnale al mercato” per l’industria fuorilegge, ma dovranno anche aspettare oltre due anni dall’approvazione per entrare in vigore. E’ quanto rilevano Amici della Terra Europa, Wwf e Greenpeace, secondo cui l’avvio effettivo arriverà “troppo tardi”.

Basti pensare che la perdita finanziaria causata dall’ industria illegale del legname, solo per l’Indonesia, secondo il ministero indonesiano delle Foreste, ammonta a 3 miliardi di dollari l’anno. Contando infatti che la pubblicazione ufficiale della nuova normativa avverrà nel giro di due settimane, l’entrata in vigore si prevede a febbraio del 2013. Tempi necessari, secondo la Commissione Ue, per consentire a Stati membri e imprese private di prepararsi in maniera adeguata.

Inoltre Bruxelles deve ancora sviluppare le regole più dettagliate sulla materia, per quel che riguarda i criteri di “diligenza” da assumere per gli operatori del settore e per il riconoscimento degli organismi di controllo. Per gli ambientalisti le nuove norme salva-foreste costituiscono comunque “un significativo passo in avanti e promettono di rendere il settore del legname più trasparente”.

Un fatto positivo sono le multe che toccano a chi viola la legge Ue e la tracciabilità dei prodotti, visto che ciascun operatore della catena di approvigionamento dovrà dichiarare da chi ha comprato legname e a chi l’ha venduto. Ma una possibile falla nel sistema, secondo Amici della Terra Europa, Wwf e Greenpeace, potrebbe arrivare dalla mancanza di un tetto minimo di sanzioni valido per tutti, creando condizioni diverse in ciascuno Stato Ue. In ogni caso, secondo la normativa le sanzioni dovranno essere “efficaci, proporzionate e dissuasive”.

Se ciò non avvenisse, la Commissione avrà la facoltà di prendere provvedimenti contro lo Stato membro interessato. Fermo restando la volontà dei governi di mantenere la competenza nazionale su questo fronte, secondo Bruxelles diverse tradizioni legislative e diversi livelli di salari fra gli Stati membri avrebbero reso poco pratico l’applicazione di una soglia “minima” della multa uguale per tutti. Di qui l’appello degli ambientalisti agli Stati Ue, perché impongano sanzioni severe alle aziende fuorilegge.

Altra nota dolente, per Amici della Terra Europa, Wwf e Greenpeace, è l’esclusione dalla nuova normativa dei materiali stampati, una fetta importante del mercato. Basti pensare che secondo la Confederazione europea delle industrie cartiere le importazioni di materiali stampati toccano un valore di 3,2 miliardi di euro l’anno.

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