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Arrivano dalla spending review i soldi per welfare e imprese

I tagli ai trasferimenti di provenienza statale proseguono senza soste, così alle regioni non resta che raschiare il fondo del barile alla ricerca di risorse in grado di dare (parziale) sollievo alle imprese e ai lavoratori in difficoltà. Dal censimento condotto da ItaliaOggi Sette, alla luce delle manovre finanziarie 2014 appena approvate (in alcuni casi, in realtà, si è optato per l’esercizio provvisorio), indicano un tratto comune: l’introduzione di misure per ridurre il costo della macchina amministrativa alla luce di nuove disponibilità finanziarie per le categorie in maggiore difficoltà. Emblematico il caso delle Marche, che riducono gli impegni di spesa per 100 milioni di euro rispetto al 2012 (su un totale di poco più di 4 miliardi) con un taglio di circa il 30% su tutte le voci, tranne il trasporto pubblico locale e i servizi sociali. Sul fronte del personale continuerà la stretta sul turnover, che dall’inizio della crisi ha già consentito di passare da 75 a 57 dirigenti e da 1.392 a 1.220 dipendenti. Ora si pensa d’intervenire sulle indennità dell’intero quadro dirigente, incluso quello della sanità e delle agenzie o enti controllati. Risorse che l’ente regionale decide di reimpiegare per sostenere la nascita di nuove imprese, specie under 35, l’accesso al credito attraverso fondi di garanzia e gli investimenti in ricerca e internazionalizzazione. In Toscana, la nuova tornata di spending review porta a un taglio del 5% delle retribuzioni oltre i 90 mila euro per i nuovi contratti relativi ai ruoli apicali delle Asl. Tra le spese di funzionamento diminuisce quella per il personale (1,7 milioni in meno, per il blocco assoluto sul turnover deciso dalla Regione) e quella per gli affitti (1,2 milioni di risparmi attesi, da 4,53 a 3,33 milioni di euro). La sanità continua a essere la voce che impegna le maggiori risorse del bilancio regionale, come nel caso della Lombardia (17,4 miliardi), che intanto mette a punto piani di risparmio su più voci (9,9 milioni arriveranno solo dal calo dei compensi ai politici) reperendo così disponibilità a sostegno delle startup innovative (niente Irap), 2 miliardi di euro per il completamento e lo sviluppo delle infrastrutture e 96 milioni di euro per lo sviluppo e la valorizzazione del sito Expo. Le regioni in maggiore difficoltà non rinunciano, comunque,a ritoccare verso l’alto alcune aliquote fiscali. E’ il caso del Lazio, che porta l’addizionale regionale Irpef dall’1,73% al 2,33% per i redditi 2014 e al 3,33% nel 2015. La misura non interesserà i redditi inferiori ai 15mila euro e neppure quelli fino a 50 mila euro percepiti da contribuenti con tre figli a carico. Intanto l’Emilia-Romagna si porta avanti rispetto al lavoro promesso dal Governo nazionale di riduzione della spesa sanitaria, stabilendo gli standard di qualità per il settore. Inoltre, per il capitolo famiglie e cittadini vengono stanziati 246 milioni di euro per il diritto allo studio, l’avviamento al lavoro e la formazione, mentre per lo sviluppo dell’economia regionale, industria, cooperazione, artigianato e lavoro sono previste risorse per 285,5 milioni di euro, compresi i fondi dell’ultimo biennio del Programma operativo regionale Fesr 2007-2013.

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