Questo articolo è stato letto 0 volte

Approvato dal C.d.M. un decreto per la semplificazione burocratica in materia ambientale

Il 3 marzo scorso è stato approvato dal C.d.M. un decreto per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, che segna un importante passo avanti, allontanando dalle piccole e medie imprese una burocrazia costosa e inutile all’ambiente. “Liberando le aziende non inquinanti da pastoie amministrative, costi e scartoffie abbiamo reso un grande servizio ad una cultura dell’ambiente che non è nemica dell’impresa,” si legge sul sito del Ministero dell’ambiente – “un modo di intendere la difesa del territorio e delle risorse che attaccata severamente l’inquinamento ove esiste, ma non vessa chi non inquina con inutili pastoie e balzelli”.

Con questo provvedimento bar, agenzie di viaggio, banche, uffici, alberghi, call center, gelaterie, centri culturali, club sportivi, strutture scolastiche, studi di informatica, ottici, e tante altre attività non impattanti sull’ambiente, saranno equiparate, per quanto riguarda gli scarichi, alle abitazioni private, cioè non dovranno chiedere autorizzazioni e permessi preventivi. Analoga logica è stata seguita per il rinnovo alle autorizzazioni agli scarichi per i quali era richiesto un rinnovo quadriennale. Oggi, se le caratteristiche del ciclo produttivo e dello scarico non cambiano e se gli scarichi non contengono sostanze pericolose, il rinnovo non è più richiesto.

Gli stessi criteri sono stati adottati per la semplificazione delle procedure sull’impatto acustico: meno rumore, meno adempimenti burocratici da assolvere. Sono state così individuate una serie di attività a bassa rumorosità esentate dall’obbligo di presentazione della documentazione di impatto acustico. Viene comunque mantenuto l’obbligo di predisporre tale documentazione per l’esercizio di determinate imprese (ristoranti, bar, pizzerie etc.) che utilizzano impianti di diffusione sonora o svolgono manifestazioni con diffusione di musica o l’utilizzo di strumenti musicali. Insomma se nella pizzeria la sera si balla e si fa musica allora l’esonero non vale. Grazie a questo provvedimento il sistema delle piccole e medie imprese risparmierà circa 1 miliardo l’anno in costi burocratici, costi che non aiutavano per niente l’ambiente.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>