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Appalti,dogane, tutor d’impresa: ecco le ricette anti-burocrazia

L’Italia non risale la china della competitività. Nell’ultimo rapporto Ue si vede superata anche da Grecia e Spagna, mentre arranca zavorrata da macigni di vario genere, il principale dei quali è probabilmente il costo – diretto e indiretto – derivante dalla burocrazia. Nonostante a tutti i livelli si invochi la parola magica, semplificazione, e per quanto l’obiettivo sia al centro di interventi legislativi anche recenti o in corso d’opera (si veda l’articolo nella pagina a fianco), in concreto c’è ancora molta strada da fare. Ma quali sono le misure più urgenti invocate dalle imprese?
Il Sole 24 Ore lo ha chiesto ad alcune tra le principali associazioni imprenditoriali, in cinque ambiti cruciali per la vita delle imprese e per il loro sviluppo: fisco, giustizia, lavoro, avvio di nuove attività, controlli. Ed ecco per ogni ambito le prime tre misure anti-burocrazia non solo più urgenti, ma anche fattibili e che non necessitano di nuovi stanziamenti nel bilancio dello Stato, indicate da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative e Confesercenti (si veda l’infografica).

Fisco

La priorità, per Confindustria, è l’abrogazione integrale della disciplina di reponsabilità solidale fiscale negli appalti. Si tratta – spiega l’associazione – di una normativa inefficace ai fini del contrasto all’evasione fiscale, come sostenuto dalla stessa Agenzia delle entrate, che sta creando fortissime criticità alle imprese in termini di complessità e di sospensione dei pagamenti nei rapporti di filiera. E il problema non si è risolto con l’esclusione dell’Iva e il dietrofront sul Durt operati con il “decreto del fare”. Tra le richieste più frequenti, poi, compare il tema dei rimborsi d’imposta, per i quali si chiede a gran voce di ampliare le ipotesi di compensazione.

Giustizia

Sul banco degli imputati è l’estrema lentezza dei processi civili, anche per l’esagerato numero di contenziosi. Un tema annoso, sempre al centro del dibattito politico ma lungi dall’essere risolto, nonostante gli interventi legislativi a favore delle soluzioni stragiudiziali e nonostante l’istituzione del Tribunale delle imprese (Dl 1/2012). È proprio la competenza di quest’ultimo, secondo Confindustria, che andrebbe prioritariamente rafforzata, estendendola in via sperimentale anche alle controversie sui ritardi nei pagamenti, sia tra imprese che tra imprese e pubblica amministrazione. Da estendere, per Confcooperative e Confesercenti, anche le soluzioni stragiudiziali come conciliazione e mediazione, mentre Confartigianato chiede di dare certezza agli aspetti esecutivi delle sentenze. Ancora, l’accento è posto da Confcooperative sul passaggio al processo telematico ogni volta che sia possibile e sulla certezza dei tempi per la fissazione delle udienze.

Lavoro

È la revisione delle norme sull’apprendistato e la semplificazione delle norme sui contratti – specie quelli a termine, per quanto concerne l’obbligo di causale – che Confesercenti, Confartigianato e Confcommercio mettono in evidenza. Confindustria chiede certezza, chiarezza e tassatività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rilevando che la disciplina di settore presenta un tale grado di complessità burocratica da ostacolarne fortemente la concreta applicabilità.

Nuove attività/autorizzazioni

Un tutor d’impresa presso gli Suap (Sportelli unici per le attività produttive) – che dovrebbero anche essere uniformati tra loro nelle procedure e modulistiche -, piena operatività e potenziamento delle Agenzie per le imprese, autorizzazioni paesaggistiche e ambientali snellite nelle procedure e di durata in linea con i principali Paesi europei. Sono queste le priorità segnalate con maggior forza dalle associazioni imprenditoriali, ponendo come obiettivo una pubblica amministrazione che facilita e non soltanto controlla. Con qualche distinguo. Sul tutor d’impresa e sulle autorizzazioni pone l’accento soprattutto Confindustria, rilevando come in Italia un’autorizzazione integrata ambientale (Aia) abbia una durata di 5 anni, mentre in Francia, Germania, Regno Unito – solo per citare i principali Paesi competitor nell’Ue – i periodi di validità siano molto più lunghi o addirittura coprano tutta la vita utile dell’impianto. Per Confcooperative, il problema principale è evitare i fenomeni di dumping e la nascita di false cooperative, che fanno concorrenza sleale; così, pur sostenendo un’importante semplificazione degli oneri burocratici in fase di costituzione di una cooperativa, l’associazione ritiene indispensabile intensificare i controlli. Inoltre, sulla semplificazione a costo zero, tra le altre misure Confcooperative propone in primis l’esclusione definitiva degli imprenditori agricoli dal Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi il cui avvio è previsto dal primo ottobre.

Controlli e ispezioni

Bisognerebbe innanzitutto attuare concretamente le linee guida già formalmente adottate da Regioni, Province autonome ed enti locali, rileva Confindustria. Inoltre – sottolineano Confesercenti e Confartigianato – occorre dare piena attuazione al principio della responsabilità dei verificatori.

Export

Un capitolo a parte riguarda le imprese esportatrici. Gli interventi prioritari segnalati da Confindustria riguardano la riduzione dei costi burocratici e amministrativi relativi alle operazioni doganali, velocizzando l’attuazione del Codice doganale comunitario modernizzato e l’espletamento dei controlli con l’aiuto della telematica. Da diffondere, inoltre, lo Sportello unico doganale, ora operativo solo in pochi porti, e da rendere più veloci le procedure per il rilascio dei visti in ingresso per il personale manageriale e tecnico delle imprese.
Da Confcooperative l’accento è posto in primis sulla ottimizzazione del fondo di rotazione.

 

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