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Appalti, chiesto ufficialmente il rinvio di un anno per l’AvcPass

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Non si placano le proteste sull’AvcPass e, a questo punto, non si esclude il rinvio. A distanza di quasi un mese dall’avvio delle pratiche di informatizzazione degli appalti pubblici, enti e amministrazione navigano ancora in alto mare. Tanto è vero che l’intero sistema rischia di bloccarsi: anche per queste ragioni i rappresentanti delle istituzioni locali hanno ufficialmente chiesto al Ministro Lupi il rinvio delle disposizioni in materia.

La richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, è pervenuta dalle sigle di Anci e Ance, i  quali, tramite i propri presidenti Piero Fassino e Paolo Buzzetti, hanno inviato una lettera al membro del Governo ed esponente del partito Nuovo Centrodestra al fine di ottenere il rinvio della piena efficacia del nuovo sistema.

A ben vedere, infatti, non si tratta esclusivamente dello strumento AvcPass, ufficialmente in vigore dallo scorso 1° gennaio e di cui, negli appalti pubblicati in Gazzetta Ufficiale nelle prime settimane del 2014, non si è vista minima traccia. A rallentare le operazioni, sottolineano i rappresentanti dei comuni, potrebbe influire anche l’arrivo della Centrale unica di committenza per i comuni con meno di 5mila abitanti.

La richiesta congiunta di Anci e Ance arriva a chiedere un differimento complessivo del sistema di appalti, pari ad almeno un anno da ora, dato che “tali disposizioni stanno comportando notevoli difficoltà sia per ragioni di interpretazione normativa sia per motivi legati ad aspetti organizzativi e di risorse”.

Ulteriori complicazioni, hanno segnalato Fassino e Buzzetti nella richiesta ufficiale al Ministero, deriverebbero, poi, dai piani già in attuazione, quali il Progetto dei “6mila Campanili” varato dal Governo con il decreto del fare e il già avviato Piano città. Tutto ciò, naturalmente, senza contare gli ordinari interventi di messa in sicurezza nelle scuole e nelle strade del territorio.

Insomma, l’arrivo dei sistemi informatici potrebbe finire per penalizzare l’intero mercato che, a questo punto, rischierebbe completamente di bloccarsi, nello scenario peggiore prefigurato da Anci e Ance.

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