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Anno internazionale foreste, oggi al via il Forum Onu

Sarà il Forum Onu sulle foreste, al via oggi al Palazzo di Vetro di New York, a lanciare ufficialmente il 2011 come Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta.
Viene raccolto così il testimone del 2010, Anno internazionale della biodiversità, che ha visto i 193 delegati alla decima conferenza della Convenzione Onu (Cop10) di Nagoya, assumere un grande impegno: lavorare per la protezione di almeno il 17% delle aree terrestri e il 10% delle aree degli oceani per il 2020, come parte dei nuovi target post 2010 per giungere alla salvaguardia di ecosistemi e biodiversita’ in tutto il mondo.
Ora i riflettori si spostano sulle foreste, che secondo le ultime stime dell’Iucn generano un valore economico diretto (in termini di cibo, carburante, medicine, energia, guadagni e occupazione), stimato in 130 miliardi di dollari l’anno, cioè l’equivalente delle riserve di oro di Francia e Svizzera.
In particolare, ‘Italia può contare su un patrimonio di 12 miliardi di alberi, cioé 200 piante a testa, distribuiti su una superficie complessiva di 10,5 milioni di ettari. Il più diffuso è il faggio, con oltre un miliardo di esemplari, tipici degli Appennini.
Liguria e Trentino sono le regioni con il tasso di boscosità più elevato (60% del territorio), mentre la Toscana e la Sardegna risultano le regioni che vantano le maggiori superfici forestali. Sono questi alcuni dati dell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio (Infc) resi noti dal Corpo forestale dello Stato.
Secondo le stime, nel quadro del protocollo di Kyoto, per il periodo 2008-2012, l’Italia grazie alle sue foreste risparmierà circa un miliardo di euro in termini di emissioni. Dall’inventario emerge che il volume di legno dei nostri boschi ammonta ad oltre 1,2 miliardi di metri cubi, mentre la biomassa supera gli 870 milioni di tonnellate di legname, pari a circa 435 milioni di tonnellate di carbonio stoccato.
Mentre un check-up dello stato di salute dei nostri ecosistemi (dalla vegetazione alla chimica delle foglie, all’inquinamento atmosferico e ai cambiamenti climatici), effettuato dalla Rete nazionale per il controllo degli ecosistemi forestali (Conecofor) e dall’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio (Infc), vede tra le principali minacce dei nostri polmoni verdi il clima, ma anche l’eccessiva concentrazione di ozono.
L’ozono “troposferico” raggiunge “picchi preoccupanti” (fino a 60-70 parti per miliardo) con “forti danni” per la biodiversità, mentre sono comparsi i primi “sintomi di disgregazione del patrimonio forestale” per effetto dei cambiamenti climatici, riscontrati con la siccità record nel 2007 (querce e faggio hanno perso un quarto delle foglie). Non bisogna dimenticare poi la minaccia incendi: dal primo gennaio al 31 ottobre 2010 – secondo i dati parziali del Cfs – ci sono stati 3.449 incendi boschivi che hanno percorso 22.888 ettari di 10.298 boscati e 12.590 non boscati.

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