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Anci al governo: intervenire subito sui nodi della finanza locale

“Chiediamo al governo di varare in tempi rapidi un decreto enti locali che affronti tutte le questioni ancora aperte”, non risolte dalla legge di stabilità e dal decreto Milleproroghe, “che riguardano i comuni, per avere un quadro di certezze finanziarie senza il quale la redazione dei bilanci, prevista per il 30 aprile, è impossibile. Inoltre chiediamo un d.P.C.M. che dia attuazione all’articolo 34 del decreto del 2011 sul federalismo fiscale per sostenere, come prevede la legge, gli appostamenti di risorse necessarie per il decollo delle città metropolitane”. 
Queste le richieste che il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino,‎ ha formulato al governo al termine del Direttivo Anci, riunitosi ieri a Roma per fare il punto sulla situazione dei rapporti tra comuni e governo.

Le richieste accolte e quali invece i temi che ancora aspettano risposte 
Riassumendo ai giornalisti i contenuti della riunione, Fassino ha quindi elencato quali le richieste accolte e quali invece i temi che ancora aspettano risposte: dall’allentamento del Patto di stabilità, ridotto al 60% rispetto a 2014, alla nuova normativa sui crediti di difficile esigibilità, spalmati su più anni. E ancora gli oneri di urbanizzazione utilizzabili nella spesa corrente 2015 e le spese per gli uffici giudiziari che dal 1 settembre 2015 passeranno dai Comuni allo Stato.

Dal Milleproroghe, ha aggiunto Fassino, è poi arrivata la dilazione dei termini per le gestioni associate a settembre 2015, così come, sempre a settembre di quest’anno, è slittato il termine per le centrali uniche di committenza. Infine tra le richieste accolte l’intesa raggiunta la scorsa settimana in Unificata sui nuovi criteri di attuazione del patto di stabilità 2015 e il monitoraggio condiviso sul nuovo sistema di contabilità partito il 1° gennaio di quest’anno.

“Tutto questo – ha detto però il presidente Anci – non risolve le altre partite aperte, particolarmente critiche perché incidono significativamente sui bilanci di comuni, città metropolitane e nuove province”. Da qui le richieste, che Fassino ha formalizzato in una lettera al presidente del Consiglio e ai parlamentari: “Innanzitutto la restituzione del fondo compensativo di 625 milioni, per evitare sul 2015 un minor gettito rispetto allo scorso anno, essendo il fondo previsto nel 2014 ed essendo però la local tax rinviata al 2016; la traduzione in norma di legge dell’intesa sancita in Unificata sulla finanza locale; un nuovo regime Imu sui terreni agricoli montani che si basi sui dati a consuntivo, perché nei piccoli enti anche uno scarto minimo tra gettito presunto e gettito reale può far saltare i bilanci. Infine chiederemo di adottare quelle norme di semplificazione ordinamentale già concordate ma saltate al Senato quando di notte fu riscritta la legge di stabilità”. 
“Chiederemo che le nostre istanze – ha poi rimarcato il presidente Anci – vengano accompagnate dalle firme di tutti gli 8mila sindaci dei comuni italiani, per una richiesta corale che passerà anche attraverso una tornata di assemblee delle Anci regionali che partirà da subito”.

Fassino ha infine ricordato l’incontro di oggi tra Anci e il Ministro dell’interno Angelino Alfano “con il quale discuteremo del tema della sicurezza che non riguarda solo le grandi città ma anche i comuni medi e piccoli. Affronteremo i temi della sicurezza urbana, dell’emergenza profughi, che ormai ha assunto dimensioni quantitative critiche che espongono a difficoltà di gestione molti comuni e dell’emergenza rom in alcune grandi città. Al Ministro porteremo le proposte elaborate dalle commissioni Anci competenti – ha concluso Fassino – con il fine di risolvere dei problemi non più rinviabili”.

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