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Allarme edifici scolastici, la metà non è agibile

La buona notizia: 5.000 scuole italiane messe in sicurezza in due anni. La cattiva notizia: malmesse, sovraffollate, fuori legge, le aule continuano a essere il luogo meno sicuro per i ragazzi. Luci e ombre dell’edilizia scolastica alla presentazione, la scorsa settimana a Roma, del IX Rapporto «Sicurezza, qualità e confort degli edifici scolastici» condotto da Cittadinanzattiva in 13 province di 12 regioni. A fotografare finanziamenti e interventi effettuati è il sottosegretario al ministero delle infrastrutture Mario Mantovani. Del miliardo di euro stanziato dal Miur dopo la tragedia di Rivoli, 226 milioni sono stati destinati per riaprire le tutte scuole abruzzesi dopo il sisma; 358 milioni sono stati trasferiti direttamente dal ministero delle infrastrutture a sindaci e presidenti di regione, competenti sull’edilizia scolastica. «Così, dopo un anno, sono già finiti dei lavori», sottolinea Mantovani, «ho emesso 31 decreti di pagamento alle aziende. È stato possibile grazie alla collaborazione con l’opposizione in Parlamento e negli enti locali». Interventi destinati a tutte le regioni, pur essendo fondi Fas per il Sud, e che dopo il monitoraggio di 466 squadre di tecnici dei 42mila edifici scolastici, «oggi arrivato al 95%», ha permesso di individuare le priorità d’intervento. «Le convenzioni firmate sono 1.588 su 1.706 progetti approvati e finanziati. Poi, 1.135 sono i decreti d’impegno e 474 le convenzioni notificate, cioè le scuole con i lavori in corso, continua Mantovani. L’ultimo stralcio del miliardo, 400 milioni, sarà discusso nella prossima conferenza Stato-regioni, «dove porteremo l’elenco dei progetti stilato da regioni, provveditorati, province e comuni. Si aggiungeranno altre 1.900 scuole, che avranno un intervento il prossimo anno». Infine, nella stessa seduta, verrà presentata la risoluzione votata la scorsa estate dalle commissioni bilancio e cultura, che stanzia altri 111 milioni di euro per 1.000 nuove scuole. «Così, metteremo in sicurezza in due anni 5.000 istituti scolastici». Fondi per i quali Teresa Petrangolini, segretaria Cittadinanzattiva, chiede «vigilanza attraverso l’istituzione di un osservatorio permanente aperto anche alla cittadinanza attiva». L’associazione e, insieme, i genitori dell’Age, il Movimento studenti di Azione cattolica e a Rete degli studenti chiedono subito l’anagrafe dell’edilizia scolastica. E che si rimetta mano al regolamento attuativo della legge 81/08 così da omologare sempre gli studenti ai lavoratori e da individuare un referente degli alunni per la sicurezza. La situazione è allarmante. Meno di 1 scuola su 2 ha la certificazione di agibilità, dato ancora più grave se si considera che il 42% del campione si trova in zona sismica e che lo stato di manutenzione lascia a desiderare. Solo il 28% degli istituti è provvisto di certificazione antincendio. Fanalini di coda, Lazio e Campania. L’89% delle scuole necessita di manutenzione ordinaria, il 31% straordinaria. Nel 18% delle classi cade l’intonaco, il 23% ha le finestre rotte, il 56% è senza persiane e tapparelle. Nel 13% resistono le barriere architettoniche. L’ambiente più sporco: il bagno. Ad aggravare la situazione il sovraffollamento. Lo 0,6% di classi che secondo il Miur supera i 30 alunni trasformato in valore assoluto significa oltre 66mila studenti.

Fonte: Italia Oggi

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