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Allarme Corte dei conti: in 20 anni tasse locali aumentate del 130%

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“La forza trainante sulla pressione fiscale complessiva, passata dal 38 al 44% appare imputabile per oltre i 4/5 alle entrate locali. La quota di queste su quelle della p.a. si è più che triplicata (dal 5,5% al 15,9%)”, ha affermato il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri, riferendosi al periodo 1990-2012, ascoltato ieri in Parlamento presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale (> il testo dell’audizione).
“Il ricorso alla leva fiscale è molto differenziato sul territorio con una ‘regola distorsiva’ che penalizza i territori con redditi medi più bassi ed economie in affanno”, ha aggiunto Squitieri in Parlamento, evidenziando che Irap e addizionali Irpef ”sono mediamente più alte nel Mezzogiorno”.

Nel corso dell’audizione Squitieri ha lanciato anche un allarme sulle società partecipate dagli enti pubblici, “in alcuni casi strutturate in scatole cinesi” con la messa a rischio l’equilibrio finanziario dell’ente “fino a provocarne il dissesto”.

Dati su cui si sofferma anche l’Upi: “secondo le nostre analisi, i costi delle società e degli enti strumentali sono aumentate di oltre 1 miliardo dal 2012 al 2013. Secondo quanto desumibile dalla Banca dati Siope del Ministero dell’economia, infatti, i costi di questi enti, di cui non si individua un numero certo, sono passati da 7,4 miliardi del 2012 a 8,4 miliardi del 2013.”, ha dichiarato il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta. “È evidente che analizzando le cifre si comprende come le società strumentali siano diventate in molti casi lo strumento degli enti per aggirare il blocco del patto di stabilità. Ma non è questa la soluzione: continuare a tenere in piedi strutture che impropriamente gestiscono funzioni tipiche delle istituzioni locali non fa che aumentare la zona grigia del bilancio pubblico incontrollato. È un tema che abbiamo proposto al Governo Monti e al Governo Letta, presentando puntuali dossier e proposte normative,  finalizzate al contenimento della spesa pubblica per liberare risorse a favore degli investimenti, un tema che ci è sempre stato a cuore. Fino ad oggi nessuno ha avuto la forza di intervenire: anche su questo crediamo debba  misurarsi il Governo Renzi, perché è qui che si può fare la vera spending review”. 
Di seguito, riportiamo la tabella completa con tutte le voci presenti nella banca dati del Siope.  

ENTE COSTO 2012 COSTO 2013
ATO 202.998.705 126.047.516
BIM 227.866.995 254.551.127
COMUNITA’ MONTANE 1.480.273.372 1.356.803.691
CONSORZI 459.785.622 583.873.955
Enti e agenzie regionali e territoriali 3.388.158.341 3.565.215.598
Aziende e Società comunali 1.370.886.162 2.128.274.974
Aziende e società provinciali 357.496.878 403.039.524
TOTALE 7.487.466.075 8.417.806.385

(Fonte: elaborazione Upi su banca dati Siope bilanci 2013)

In coda all’audizione di Squitieri un pensiero è andato alla presunta stima da 60 miliardi della corruzione in Italia: “È impossibile – ha sottolineato il presidente della Corte dei conti – stimare la ricaduta della corruzione sull’economia, qualsiasi stima è velleitaria. La corruzione va combattuta ma è impossibile pensare di stimarla. La Corte dei conti non ha mai detto che il fenomeno costa 60 miliardi”.

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