Questo articolo è stato letto 0 volte

Al casello arriva il sindaco di sfondamento

E se poi «sfondano» davvero? Se i cittadini di Roma, interpretando estremisticamente le esortazioni del loro sindaco, davvero si mettessero a scardinare i caselli del Grande Raccordo Anulare per protesta contro l’odioso pedaggio? Ecco, la protesta sarebbe sacrosanta. Ma il metodo un po’ troppo sbrigativo. Per meglio dire: violento. L’idea che le strade più frequentate dai romani siano ridotte a slot-machine per rimpolpare le casse esangui dello Stato non è proprio una prospettiva confortante. Solo chi non conosce la parodia vendittiana di Corrado Guzzanti che inneggia smodatamente al «Grande Raccordo Anulare» non è in grado di capire che brutale provvedimento sia la tassa (supplementare) sul Gra. Ma solo chi non è sindaco può prefigurare ruvide azioni di «sfondamento» a chi sottopone la cittadinanza romana alla triste liturgia del pedaggio (supplementare). Solo chi non è Gianni Alemanno può suggerire la maschia rivolta contro il casello. E invece è stato proprio il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a ipotizzare l’adozione della drastica misura di protesta. Chi non doveva incitare allo «sfondamento», ha incitato. Chi vorrà prestar fede alle parole, certamente paradossali, certamente dettate da un sano furore contro l’ingiustizia, non potrà che giustificarsi così: il sindaco Alemanno può sfondare e io no? Fioriranno (anzi, sono già abbondantemente fiorite) le allusioni all’esuberante passato politico del sindaco. Sono allusioni ingiuste. Però è anche giusto che un sindaco si renda conto di una semplice, elementare considerazione: il lessico del primo cittadino di Roma non può essere ricalcato su quello che animava gli anni ruggenti di una generosa militanza. Non che debbano essere spente le passioni. Ma lo «sfondamento» non può non essere un atto necessariamente robusto e rude di insubordinazione. Un atto che si avvicina pericolosamente a una prova di forza, a sua volta necessariamente tenuto a bada dalle forze dell’ordine. E dunque, se scoppia la jacquerie automobilistica a Roma, quale sarebbe la parte assegnata al sindaco che non esclude «sfondamenti»? Perciò protesta, sacrosanta protesta. Ma senza sfondare tutto nel nome della sacra gratuità del Grande Raccordo Anulare. Sempre meglio un pedaggio del pestaggio.

Continua a leggere su: Corriere della Sera

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>