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Acqua: Legambiente, in Italia troppa quella in bottiglia

In Italia consumiamo in media ogni anno 192 litri di acqua minerale a testa confermandoci così il Paese con il più alto consumo di acqua in bottiglia in Europa, nonostante l’elevata qualità di quella distribuita dagli acquedotti urbani. La denuncia viene da Legambiente e dalla rivista Altraeconomia.
In Italia, solo nel 2009, si sono imbottigliati ben 12,4 miliardi di litri di acqua ‘minerale’, di cui solo l’8% destinato al mercato estero. Un volume d’affari di 2,3 miliardi di euro che nel 2009 è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, ma che comunque è stato in continua ascesa negli ultimi trent’anni.
Di questo fiorente mercato hanno goduto soprattutto gli imprenditori privati. Se dal 1980 a oggi il mercato delle acque minerali è aumentato di cinque volte, a questa crescita “smisurata” non ha però corrisposto un proporzionale aumento delle tariffe pagate dalle società imbottigliatrici alle regioni italiane, con canoni spesso ancora stabiliti ‘con regio decreto’, come in Molise o in Sardegna, o da regolamenti vecchi di oltre trent’anni, come quello in vigore in Liguria.
Legambiente e Altraeconomia, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, tornano oggi a puntare il dito su questo “uso distorto di un patrimonio comune” con il dossier ‘Acque minerali: la privatizzazione delle sorgenti in Italia’.
Secondo il dossier “è ancora un obiettivo lontano l’adeguamento delle leggi regionali sui canoni di concessione alle linee guida nazionali approvate nel 2006, che prevedono tariffe da 1 a 2,5 euro a metro cubo di acqua imbottigliata”.
Nel dossier si invitano quindi le regioni “ad attivare al più presto un lavoro di revisione dei canoni di concessione per l’imbottigliamento dell’acqua”. Ci sarebbe così un grande incremento dei fondi incassati – viene spiegato nel dossier – fondi che attualmente non sono nemmeno sufficienti a coprire i costi per lo smaltimento delle bottiglie vuote dell’acqua consumata.

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