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Accentramento concorsi pubblici, Corpo Forestale ciao ciao, part time pre-pensione: la riforma della p.a. prende forma

C’è l’ok, in Senato, a due dei punti focali della delega Madia altrimenti conosciuta come riforma p.a., ossia l’accentramento di tutti i concorsi pubblici e l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato in un’altra forza di Polizia“, in attesa di scoprire quale.
Prima di tutto ricordiamo i tempi biblici di lettura del provvedimento: 8 mesi di confronto, iniziato nell’estate del 2014, prima che la Commissione Affari costituzionali del Senato varasse il testo per l’assemblea il 1° aprile scorso. Poi l’approdo a Palazzo Madama, e il via libera ai primi sei articoli tra il 15 e il 22 aprile.
Le votazioni in Aula hanno ripreso questa mattina, con la volontà dichiarata di governo e maggioranza di arrivare al primo voto definitivo entro domani, giovedì 30 aprile. Ma a causa della lentezza dei lavori il risultato potrebbe slittare a settimana prossima.

Concorsi pubblici: ultimissime
Ora passiamo alle ultimissime novità emerse ieri: si prevede quindi l’accentramento dei concorsi pubblici per tutte le p.a. e la revisione delle modalità di espletamento degli stessi. Esempio classico, la gestione dei concorsi pubblici per il reclutamento del personale degli enti locali da parte delle province o degli altri enti di area vasta. La riforma p.a. interviene anche sulla definizione del rapporto tra il numero dei posti banditi dal concorso e quello degli idonei non vincitori, che deve essere più chiara così come la riduzione dei termini di validità delle classifiche dei vari concorsi pubblici.

Corpo Forestale inglobato
Garanzia dell’unitarietà delle funzioni e trasferimento di tutti gli agenti a un unico altro Corpo, probabilmente quello della Polizia:135 sì, 14 no e 49 astenuti per il saluto definito al Corpo Forestale dello Stato ‘da solo’.
La norma sul Corpo forestale è all’articolo 7 della riforma p.a., che riorganizza l’amministrazione dello Stato e prevede il riordino di circa 8.400 sedi di uffici periferici della Pa centrale, comprese le Prefetture, da accorpare in uffici unificati.
Tra gli uffici interessati al riordino anche, appunto, 995 uffici e caserme del Corpo forestale dello Stato, 243 sedi dell’Agenzia delle entrate e altre 116 della Ragioneria generale dello Stato. Poi ci sono gli uffici delle Sovrintendenze (120 per l’Archivio di Stato e 31 per i Beni culturali) e le 109 sedi territoriali del ministero del Lavoro.

Part-time e staffetta generazionale
Il part time nella p.a. sarebbe volontario con onere a carico del dipendente che opta di garantire la contribuzione piena. La Commissione Bilancio si sta esprimendo proprio in queste ore sugli ultimi articoli della staffetta generazionale contenuta nell’emendamento di Hans Berger (Svp).

Ricerca pubblica
La riforma p.a. prevede anche uno “statuto speciale per il comparto della ricerca pubblica” che porti alla “definizione dello stato giuridico dei ricercatori e dei tecnologi” degli enti pubblici di ricerca. Lo stabilisce un emendamento ad hoc presentato dal relatore Bocchino del Gruppo Misto.

Riforma p.a.: cosa c’è in ballo

  • carta della cittadinanza digitale con definizione da parte del Governo (e quindi di un dirigente governativo) di un livello minimo di qualità dei servizi online delle pubbliche amministrazioni;
  • ampliamento del ricorso alla regola del “silenzio-assenso” tra le amministrazioni;
  • taglio netto delle prefetture;
  • razionalizzazione delle società partecipate (quelle in rosso potranno essere commissariate) e il dimezzamento delle camere di commercio.
  • riordino dirigenza: licenziabilità, incarichi a tempo, ruolo unico, ruolo unico e abolizione delle fasce, tetto agli stipendi, stop agli automatismi nelle carriere e responsabilità in via esclusiva per l’attività gestionale, abolizione dei segretari comunali nel giro di 5 anni

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