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29 ottobre 2013, il seminario AICCRE “Poteri locali per una nuova Europa”

I Poteri locali e regionali per la Federazione europea, la Democrazia, la Pace e lo Sviluppo: a vent’anni dal Trattato di Maastricht, alla vigilia delle elezioni europee e del semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea” è il titolo del seminario organizzato dall’AICCRE per il prossimo 29 ottobre al quale parteciperanno amministratori locali e regionali, Parlamentari nazionali ed europei, rappresentanti di organizzazioni storiche sociali e culturali. I lavori si svolgeranno a Roma, a partire dalle ore 10, presso la Sala delle bandiere del Parlamento europeo, in via IV novembre 149. Parteciperanno, tra gli altri;  Gianni De Michelis, già Ministro degli Esteri, David Sassoli ed Alfredo Pallone, parlamentari europei; Andrea Ciaffi, CINSEDO, Dirigente Area “Affari Comunitari e internazionali”; Sandro Gozi, Vice Presidente CIME; Raimondo Cagiano de Azevedo, Vice Presidente MFE; Cristiano Zagari, Regione Lazio, Segretariato Rapporti Enti Locali, Regioni, Stato, Unione Europa; Donato Robilotta, Presidente CAL Lazio; Presidente Federazione AICCRE Lazio; Gabriele Panizzi, Vice Presidente Istituto di Studi Federalisti “ Altiero Spinelli”; Michele Picciano Vincenzo Menna , rispettivamente Presidente e Segretario generale dell’ AICCRE.

A giugno del prossimo anno 2014 si svolgeranno le elezioni del Parlamento europeo e, immediatamente dopo, inizierà la Presidenza italiana del Consiglio Europeo. Il 14 febbraio 2014 cade il trentennale dell’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, eletto per la prima volta a suffragio universale e diretto, del “Progetto di Trattato che istituisce l’Unione Europea”, fortemente voluto da Altiero Spinelli per caratterizzare in maniera federalista il processo di integrazione europea. Quest’anno, il 1. novembre, ricorre il ventennale della entrata in vigore del Trattato di Maastricht. Dopo l’Atto unico di Lussemburgo/Aia (17-28 febbraio 1986) con il quale furono sancite, per i Paesi sottoscrittori, le quattro libertà di circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi, il Trattato di Maastricht, pur tra molte resistenze nazionaliste (basta ricordare il referendum danese) e contraddizioni (la consapevolezza della esigenza di un salto di qualità politico e istituzionale del processo di integrazione ma la impossibilità di definirlo e attuarlo a causa delle posizioni nazionaliste di alcuni tra i 12 Paesi che avrebbero firmato il Trattato), definì alcuni istituti e scadenze importanti per dare all’Europa che si era andata configurando dopo la caduta del Muro di Berlino un assetto politico e istituzionale che avrebbe reso possibile il governo delle dinamiche europee e planetarie che, in maniera sempre più interdipendente, stavano caratterizzato il mondo intero.

(Fonte: AICCRE)

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