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184 comuni insigniti della “bandiera arancione”

Sono 184 i comuni che in Italia hanno ricevuto la “Bandiera arancione” del Touring Club italiano, marchio di qualità turistico-ambientale assegnato alle località che soddisfano oltre 250 rigorosi criteri di valutazione. Ora, il riconoscimento punta a trasformarsi in un vero e proprio brand in grado di valorizzare chi se l’è meritato, impresa non facile visto che, dall’avvio del progetto nel 1998, le candidature sono state oltre 2mila, ma solo il 9% dei richiedenti ha ottenuto il marchio. Per loro, ieri, 9 ottobre, è stata festa grazie alla Giornata delle Bandiere Arancioni alla quale aderiscono 99 comuni. Un’occasione per scoprire territori eccellenti dal punto di vista turistico ed ambientale, da Etroubles in Valle d’Aosta a Sutera in Sicilia.
“I piccoli comuni italiani sono non certamente una delle espressioni più evidenti dell’identità culturale italiana, ma anche veri e propri laboratori di partecipazione, caratterizzati dalla propensione alla condivisione dei servizi – dichiara Franco Iseppi, presidente del Touring Club italiano – la nostra ambizione, con le bandiere arancioni, è quella di consegnare alle generazioni future un Paese basato su percorsi sostenibili di sviluppo”.
In effetti, se si parla di sostenibilità, i comuni arancioni hanno molto da insegnare: basti pensare che la raccolta differenziata qui si attesta sul 36% contro la media nazionale del 33,6%, che nell’80% dei comuni certificati con la bandiera del Touring Club si produce energia da almeno una fonte rinnovabile e che con l’energia pulita prodotta attraverso il solo fotovoltaico si arriva a coprire il fabbisogno energetico annuale di quasi 45.000 persone.
I comuni certificati “Bandiera arancione” sono, in genere, piccole località dell’entroterra con meno di 15mila abitanti, caratterizzati da un’offerta turistica di eccellenza, una gestione del territorio rispettosa delle tipicità locali, attenzione all’ambiente e innovative esperienze di sviluppo territoriale. Isole felici, anche secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Touring che restituiscono l’immagine di una realtà in controtendenza. Secondo la ricerca, infatti, le Bandiere arancioni sarebbero in crescita demografica (dal 1991 si è registrato un +8% di residenti), attente alla cultura (vi si trova il 6% di tutti i musei statali e non, presenti in Italia, con una media di 1,5 musei per centro abitato), custodi della tipicità gastronomica (con un paniere di oltre 400 prodotti tra Dop, Igp, Doc, Docg, Igt e così via) e solidali (ogni mille abitanti si contano oltre 6 istituti no profit con 438 volontari per comune contro la media italiana di 416). Chi pensa che i piccoli borghi siano luoghi pittoreschi, ma privi di strutture ricettive, dovrà ricredersi: nel 2010 le strutture totali in queste località sono aumentate del 9% (rispetto al 3,4% nazionale) con un +13% di posti letto e un conseguente incremento del turismo (+8% degli arrivi e +7,3% delle presenze).
Ieri è stata, quindi, l’occasione per scoprire queste località virtuose, seguendo così il consiglio del presidente del Censis Giuseppe De Rita, secondo il quale “non si può più vivere su un turismo basato sulle grandi città, ma è necessario puntare sul paesaggio, sul patrimonio forestale e sulla qualità della vita: tutte caratteristiche presenti nei nostri piccoli comuni”.
I visitatori sono chiamati ad esprimere la propria preferenza, visitando le località certificate: basta farsi fotografare nel comune preferito con la manona “mi piace”, realizzata appositamente e a disposizione sul posto, e pubblicare la foto sulla community dedicata all’iniziativa sul sito del Touring Club e sulla pagina Facebook. È stata inoltre realizzata una App gratuita che fornirà descrizioni, photogallery, approfondimenti e il calendario degli appuntamenti, oltre a un sistema di ricerca di hotel e ristoranti (l’applicazione sarà disponibile a breve su AppleStore e sull’Android Market). Per il calendario completo delle iniziative è possibile visitare il sito www.bandierearancioni.it.

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