Questo articolo è stato letto 0 volte

“1 euro per un letto caldo È educativo per i senzatetto”

Un euro al giorno per un letto e un pasto caldo dopo 15 giorni di accoglienza. E’ la nuova «tariffa» di Palazzo Vecchio per i clochard. L’obolo simbolico sarà chiesto a chiunque – straniero o italiano – usufruisca per oltre due settimane di uno dei 200 posti letto che ogni notte dal 22 novembre al 3 aprile prossimo il Comune metterà a disposizione nelle sue strutture dedicate all’accoglienza dei senza tetto e gestite in gran parte dalla Caritas, dal Carmine al Fuligno. Già oggi funziona così per i circa 1.000 ospiti delle strutture permanenti come l’albergo popolare di via della Chiesa, che ospita persone anche per mesi: dopo i primi 15 giorni gratis si paga 1,57 euro al dì. Ma mai finora Palazzo Vecchio aveva pensato di «tassare» le permanenze di cui si fa carico durante i 133 giorni della tradizionale emergenza freddo, che intercetta circa 500 persone l’anno nei mesi più rigidi garantendogli un letto dalle 19 alle 9 di mattina più cena e prima colazione. Ora la svolta: dopo due settimane anche non consecutive di assistenza si dovrà pagare. «Chiediamo una compartecipazione simbolica, non una tassa, con cui non intendiamo coprire le spese del servizio per cui stanziamo 311 mila euro: vogliamo responsabilizzare i senza tetto, fargli capire che anche la loro accoglienza ha un costo e che se possono debbono darsi da fare trovando un lavoretto, non lasciarsi andare», spiega l’assessore al sociale Stefania Saccardi precisando che l’idea iniziale del Comune era far pagare fin da subito e non dopo 15 giorni e che sono state le associazioni che si occupano della marginalità in città a chiedere questa modifica pur condividendo l’idea di fondo. Ma cosa succede a chi non paga? Si butterà fuori il clochard che non sborsa l’euro? «Ogni situazione sarà esaminata con buon senso», tiene a spiegare Saccardi rivendicando il valore «educativo» di una scelta fatta anche per contrastare il fenomeno del nomadismo dei clochard che arrivano da fuori regione e spiegando che i denari incassati (10-20 mila euro nella più rosea delle stime) saranno usati per creare un fondo per gli emarginati e pagare borse lavoro e corsi di formazione. Dove troveranno i soldi i senza tetto? «L’ultimo dei problemi di queste persone è mettere insieme un po’ di soldi», pensa il direttore della Caritas Alessandro Martini. Esattamente quello che contesta Ornella De Zordo, Perunaltracittà: «Assurdo, mettendo la tariffa di un euro le si invita all’accat-tonaggio: e chi non paga? Si divideranno i senza tetto in buoni e cattivi?». Amaro Tommaso Grassi, gruppo Spini: «Saccardi andrebbe multata per accattonaggio: chiedere un euro a chi non ha un tetto è iniquo e ridicolo».

Continua a leggere su: Repubblica, Firenze

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>